 Se la vita cittadina vi opprime, il lavoro non vi da tregua e le solite vacanze rubate al fine settimana, che siano al mare o in montagna, non bastano più forse è il momento di prendere una vera pausa di riflessione.
Che ne dite di un fine settimana alla riscoperta della fede, spiritualità e meditazione?
In Liguria vi sono alcuni centri di spiritualità in ambito di conventi e monasteri che organizzano esercizi spirituali ai quali possono accedere anche i laici. Indispensabile è l'adeguamento ai ritmi del luogo della comunità ospitante ed una vera motivazione di fede. Ci si deve attenere ad un clima di silenzio e di pace che in un'epoca chiassosa e maleducata come la nostra non è sempre facile trovare.
La spiritualità è strettamente legata alle opere d'arte che sono custodite all'interno dei conventi ed alla natura che li circonda. La vacanza dell'anima diviene così anche un incontro particolare con l'arte sacra e le architetture del passato, un' immersione totale in un angolo di tranquillità nel quale è possibile riflettere e ritrovare sé stessi.
Partendo da Sanremo (IM) si incontra il Monastero del Carmelo di Sant'Elia, situato sulle alture della città dei fiori, lontano dal traffico e dalla mondanità cittadina. La costruzione risale al 1958 ad opera dell'architetto Giò Ponti che creò un edificio dalle linee moderne ed essenziali. Vive nel monastero una comunità di Monache Carmelitane Scalze, che dividono la loro giornata fra preghiere e coltivazione dei frutteti ed agrumeti profumatissimi che circondano l'edificio. Da più di quarant'anni producono con i frutti dell'orto prelibate marmellate e confetture, succhi di frutta, gelatine che poi vendono e con il ricavato sostentano il monastero e finanziano opere di carità. Le più importanti festività del monastero sono celebrate con funzioni solenni presiedute dal Vescovo della Diocesi di Ventimiglia-Sanremo, Madonna del Carmelo (16 luglio), Sant'Elia (20 luglio), Santa Teresa (15 ottobre), San Giovanni della Croce (14 dicembre).
 La foresteria accoglie piccoli gruppi di laici o scout, per accedervi bisogna prendere contatti con la Madre Priora.
A Taggia (IM) si trova uno dei più importanti complessi monumentali del Ponente Ligure, il Convento di San Domenico, un vero e proprio museo contenente opere di grande pregio storico artistico. È importante avere una grande sensibilità per osservare e cogliere la finezza dei tesori che il convento ci può svelare. Il grande polittico posto sull'altare maggiore raffigurante la "Madonna della Misericordia e i Santi" fu dipinto da Ludovico Brea negli anni compresi fra il 1483 ed il 1488.
Si può anche riammirare (dopo il furto nel 1994 ed il ritrovamento pochi anni fa), in una cappella di fianco all'altare "L'adorazione dei magi" datato 1535 del Parmigianino.
Non bisogna dimenticare di gustarsi una lenta passeggiata nel chiostro scorgendo la vera ora solare segnata dalla meridiana, per poi accedere alla sacrestia, alla biblioteca, alla sala del capitolo... luoghi intrisi di sacralità. Il Museo si trova nell'ex dormitorio e custodisce manoscritti, statue, oggetti sacri di varia manifattura. Vengono ospitati religiosi e laici unicamente per fini spirituali, le camere possono essere singole o a 2/3 letti, i pasti vengono consumati in refettorio insieme alla comunità dei Frati Domenicani. Le attività religiose si svolgono con questa cadenza: ore 7.30 S.Messa concelebrata con l'ora delle Lodi, ore 12 ufficio delle letture, ore 17 recita del Rosario, ore 19 Vespro e Compieta. Messe festive ore 8 – 11 – 17 invernale- 18 estiva.
A soli 6 km da Finale Ligure (SV) si trova l'Abbazia di Santa Maria di Finale Pia, abitata da Monaci Benedettini Subiacensi, anche questo luogo di preghiera ha come protagoniste le opere d'arte, la parte più antica della chiesa è il campanile romanico /gotico del XII – XIV secolo. Da vedere gli arredi della Sacrestia risalenti al Cinquecento con preziose tarsie lignee di fra' Antonio da Venezia, è presente anche un pannello in ceramica dei Della Robbia. Da visitare il museo allestito nella Sala Capitolare che conserva antichi documenti relativi all'abbazia e preziosi arredi sacri. Dal 1920 i monaci sono dediti all'allevamento ed alla cura delle api dalle quali ricavano un ottimo miele, la pappa reale, propoli e creme a base di miele, tutti prodotti venduti nel negozio che si trova all'ingresso del Monastero. Sulla piazza della Chiesa si trova l'Erboristeria del Convento che tratta oltre a prodotti apiari anche erbe officinali e medicine naturali.
È possibile visitare il convento tutti i giorni su appuntamento, esclusi i momenti in cui si officiano le celebrazioni religiose, per quanto concerne l'ospitalità si può usufruire di Villa Enrichetta, una costruzione di fronte al convento o degli appartamenti vicini al secondo chiostro.
Proseguendo lungo l'arco ligure e salendo da Varazze (SV) verso l'interno per 7 km fino al bivio per Casanova e Faie, ci si avvia per la stretta strada che conduce al Convento del Deserto di San Giovanni Battista e San Giuseppe. Venne fondato nel 1615 dai Carmelitani Scalzi e fu il primo eremo carmelitano in Italia.
Il complesso conventuale si trova in collina a 287 m sul livello del mare, è avvolto da boschi e attraversato da ruscelli. Sul territorio si trovano sette cappelle, sono i "romitori", ovvero i luoghi dove i religiosi meditavano in assoluta solitudine. I fedeli che si avvicinano al tipo di vita che viene offerto qui si riuniscono in gruppi spontanei e condividono momenti di vita sociale e spirituale molto intensi. Molti ospiti compiono percorsi interiori aiutati anche dai confratelli e la permanenza al convento si trasforma in una sorta di terapia di gruppo. Da qualche anno è possibile anche dedicarsi totalmente alla natura, in località Piangrande, nei pressi del monastero, è stato realizzato un "Sentiero Botanico"per andare alla scoperta della flora della macchia mediterranea. I Frati del Convento del Deserto sono produttori di miele d'acacia e di castagno, sciroppi balsamici naturali alle erbe e prodotti a base di lavanda.
Agli ospiti sono riservati due luoghi, un romitorio ed una cascina, ove sono accolti principalmente gruppi autosufficienti che vogliano condividere momenti di preghiera e di dialogo religioso con i confratelli.
 Quando si chiede ospitalità ad un luogo dello spirito è bene rispettare alcune semplici regole e comportamenti che non turbino la sacralità dell'atmosfera.
È bene informarsi prima di partire, telefonando o scrivendo, della disponibilità ad essere ospitati. È buona regola lasciare una generosa offerta quando si lascia il luogo, spesso non vi sono tariffe per vitto e alloggio, l'offerta verrà poi destinata dal convento stesso per la manutenzione delle opere d'arte o per opere di carità.
Di solito sono ammessi sia uomini che donne informarsi però per l'eventuale presenza di bambini o piccoli animali.
La permanenza dovrebbe essere di almeno due o tre giorni per riuscire a calarsi appieno nello spirito meditativo dei luoghi. È bene rispettare gli orari dei frati, i loro ritmi, il lavoro e gli impegni religiosi. Durante i pasti insieme ai confratelli si deve rispettare il silenzio. Non portare telefoni cellulari, registratori, telecamere portatili, lettori CD e radioline. Se consentito si possono condividere dei momenti di meditazione e lavoro manuale con monache e frati. La sera è buona regola rientrare nelle proprie stanze intorno alle 21 per non recare disturbo alla vita dei confratelli. |