Roberto Anfossi l'artista sanremese che ricerca la fisicita' delle immagini.
Roberto Anfossi pittore, scultore e ceramista, nato a Sanremo il 3 novembre 1950 da padre di Taggia e madre piemontese di Ceva, dopo un'infanzia trascorsa a Taggia si trasferirà nel 1964 nella città dei fiori, ove risiede ancora oggi con la moglie Luisa e la figlia Silvia.
La mostra che si svolgerà nei locali del Museo Civico sanremese nei prossimi mesi è un'occasione per conoscere da vicino un artista locale per nascita ma internazionale per respiro artistico e culturale.
Il suo percorso inizia con gli studi al Liceo Artistico di Savona per proseguire poi con il diploma all'Accademia di Belle Arti di Genova, dove prepara la sua prima mostra personale nel 1971 e già in quegli anni partecipa ad eventi di rilievo dove avrà i suoi primi importanti riconoscimenti. Le rassegne d'arte che lo vedono protagonista sono nel 1971 la seconda Biennale di Bologna, nel 1972 la seconda Rassegna internazionale di Pittura e Scultura "Gran premio città di Pompei" ove ottiene il 1° premio per la Grafica, sempre nel 1972 partecipa alla Rassegna nazionale di S. Benedetto del Tronto.
Senza contare poi le manifestazioni artistiche locali che lo vedono sempre tra i premiati.
Nel 1981 vinse la borsa Premio Duchessa di Galliera con acquisizione dell'opera da parte della galleria di Arte Moderna di Genova. Le sue opere sono state spesso esposte in Italia
( Genova, Pisa , Palermo, Milano, Albisola, Sanremo, Ospedaletti…) e all'estero ( San Francisco, Almonte - Spagna- ).
Sue creazioni figurano in importanti collezioni private italiane ed estere ed in raccolte pubbliche nazionali. Una sua acquasantiera è stata acquisita nel 1999 dal Museo Diocesano di Santiago de Compostela e nel 2003 è stato l'autore del Piatto Primavera per la Provincia di Imperia.
Nell'opera di Anfossi vi è una continua ricerca, uno scavare nella propria interiorità per tentare di trovare la verità in pittura, ciò è ben descritto nei numerosi autoritratti ove il pittore rappresenta chiaramente il suo continuo domandarsi e il suo infinito viaggio.
I soggetti sono spesso cupi, drammaticamente tormentati, esprimono un travaglio interiore fortissimo e richiamano alla mente le figure fiammeggianti e spasmodiche di El Greco e del romano Scipione.
Vi è un tentativo di riportare la pittura alle origini, una ricerca sempre nuova e differente che si inserisce nell'eterno ritorno di tutte le cose; in questa ricerca il pittore diviene un tutt'uno con la propria creazione artistica.