Punto di partenza Imperia obiettivo la Valle Arroscia. La temperatura diventa frizzante,
il paesaggio dun verde intenso e severo, si è in piena Comunità Montana
dellOlivo, famosa per lolio extra vergine delloliva taggiasca.
Scollinando si arriva a Chiusavecchia ove ha sede la ditta Merano (via Nazionale 6). In
questa azienda vanno a braccetto lantico ed il moderno: il frantoio è staccato di
circa 2 km dallimpianto dimbottigliamento, il fabbricato è quello dun
tempo ed è possibile vedere la macina con la ruota del mulino ad acqua. Curioso vedere il
trasporto delle olive alle macine a mezzo di silos e tubi non essendo il fabbricato
dellantico mulino accessibile ai grossi autocarri. Il periodo di lavorazione va da
Natale alla fine di febbraio, ma le visite sono possibili tutto lanno previa
prenotazione.

Il paese più tipico di questa valle che conduce
al valico del colle di Nava e poi verso il Piemonte è Pieve di Teco, fin dallantichità luogo di traffico. Nella parte più vecchia negozi, boutique artigianali, e case si aprono sotto i portici. Visitabili le rovine del castello di Teco,
il convento degli Agostiniani con il suo chiostro racchiuso da un portico a 24 pilastri
ottagonali. Per lo shopping olio, vino bianco Vermentino (alle cantine Lupi), lavanda. La
lavanda nei secoli passati ricopriva lintera vallata, parte integrante del paesaggio
e profumatissima caratteristica. La si può acquistare in mazzetti, secca e fresca, in
olii ed essenze un po ovunque qui. Segnaliamo sebbene non sulla strada il
coltivatore Papone Giacomo (via Trieste 2) a Pietrabruna. Inerpicandosi ancora si arriva a
Pornassio famoso per il vino Orneasco e Sciaccetra, entrambi degustabili presso le cantine
Guglierame. Per soddisfare lappetito le possibilità sono abbastanze numerose e di qualità più che discreta. Tre ristoranti segnaliamo ritornando verso Imperia. A Borgomaro due trattorie. Le Logge (p.zza San Giovanni 2 bis)
ha menu tradizionale, famigliare: ravioli alle erbette, trofie, torta bietola, pizze cotte
in forno a legno alimentato ovviamente con legno dulivo. Prezzo 30-35 mila lire.
U Ruggiu (via San Bernardo 2), cucina casalinga con zimin, paste e fagioli, pesche ripiene, panna cotta. In stagione lumache, agnello, stoccafisso, cacciagione. Costo sulle 30mila lire. A Sarola il ristorante Ramoino (via XX Settembre
65) preferito dai gitanti per un pasto alla ligure veloce e gustoso. Piatti tipici: cundium con gli aromi, pane fritto con olive, pesce azzurro in pastella, pizzalandrea, frittelle di cipolle. Prezzi tra le 23 e le 33 mila lire vino Vermentino o Pigato incluso. 
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